Digitale e gender gap, le donne che lavorano nel settore sono solo il 16% manager 2 Maggio 2022

Digitale e gender gap, le donne che lavorano nel settore sono solo il 16%

Nei settori tecnologici, l’Italia è agli ultimi posti in Europa per parità di genere. Solo il 16% della forza lavoro è rappresentata da donne. E permane anche il gender pay gap: le donne guadagnano il 16% in meno rispetto ai loro colleghi uomini.

Lo rivelano gli ultimi dati di Eurostat e il Women in Digital Scoreboard 2021 divulgato dalla Commissione Europea. Ecco un quadro della situazione, in occasione del Girls in ICT Day, la giornata mondiale promossa dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sul tema del gender gap nel tech, che si celebra il 28 aprile.

Le donne nell’ICT

Il primo programmatore nella storia dei computer è stata una donna: nel 1843 Ada Lovelace sviluppò un algoritmo pensato per essere elaborato da una macchina analitica. Eppure il rapporto tra donne e tecnologia ha poi seguito un’altra strada. Oltre 170 anni dopo, il divario di genere è elevato.

Secondo Eurostat, l’Italia è quintultima in Europa per numero di donne impiegate nell’ICT, meglio solo di Polonia (15%), Ungheria (12%), Malta (11%) e Repubblica Ceca (10%). Sono basse le percentuali anche dei Paesi europei più virtuosi: Bulgaria (28%), Grecia (26%) e Romania (26%).

Il Women in Digital Scoreboard rivela che in Europa solo il 19% degli specialisti che lavorano nell’ICT è rappresentato da donne, appena un terzo dei laureati in discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) sono ragazze. A parità di mansione, le donne guadagnano in media il 19% in meno rispetto agli uomini. E, secondo un calcolo effettuato da WomenTech, ci vorranno quasi 134 anni per arrivare a una situazione di parità di trattamento economico.

La situazione non è rosea neanche oltreoceano. Stando a una recente indagine di Statista, la percentuale di donne impiegate in ruoli tecnici all’interno delle Big Tech (Facebook, Apple, Google, Microsoft) è compresa tra il 23 e il 25%.

Fonte: millionaire.it leggi l’articolo